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A new look for Fiumicino airport access and exit system and half and hour of free parking
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Con un investimento da 2 ml di euro l'aeroporto di Fiumicino si è finalmente dotato di un “abito europeo”. Entrare ed uscire dall'aeroporto, sarà più facile e fluido. Per fare ordine tra mezzi privati, pubblici ed i passeggeri in transito – ha detto il direttore commerciale e marketing di Aeroporti di Roma, Marco Treggiari – il management Adr ha appena varato una nuova viabilità esterna.
Già arrivando all'aeroporto, sulla Roma Fiumicino, si è presi per mano e guidati all'accesso e all'uscita dall'aeroporto e alle soste grazie ai pannelli luminosi che informano del nuovo sistema.
Il nuovo piano, fortemente voluto dal management di Adr, sarà a costo zero per i passeggeri che potranno, invece, utilizzare il parcheggio gratuitamente per 30 + 10 minuti.
“Si era ormai raggiunto un livello di guardia insostenibile”, ha detto Marco Treggiari, presentando il nuovo piano che partirà ufficialmente il prossimo 25 maggio. Un intervento degno di Roma capitale ed di un Paese civile con un aeroporto che lo equiparerà, finalmente, ad un aeroporto europeo.
Treggiari ha sottolineato che è un “atto dovuto” a tutti i passeggeri che arrivano a Roma, in particolare, i 7 milioni di turisti stranieri che ogni anno atterrano a Fiumicino.
Il piano si sviluppa in due fasi: interventi per gli “arrivi” entro il mese di giugno, mentre per le “partenze” entro il mese di dicembre.
Per chi viaggerà la prossima estate, non più sosta selvaggia e, dal 25 giugno, il “meeters and greeters”, parcheggio gratuito per gli accompagnatori.
Il sistema prevede una viabilità primaria ed una secondaria: una corsia per la viabilità primaria di taxi, Bus, Ncc, enti di Stato e mezzi di soccorso, e quella di sinistra a disposizione dei privati.
Il piano, certificato da un importante istituto di valutazione, col contributo di Anas e la collaborazione degli addetti al traffico del Comune di Fiumicino e della Capitale, ha coinvolto tutti gli enti interessati scongiurando, così, il rischio di ritardi e difficoltà in fase di assestamento.
[Lea Valori, maggio 2011]
Il piano in dettaglio
Sosta auto: a partire dal 25 giugno, si potrà lasciare l'auto per 30 minuti (più 10' di tolleranza per uscire dal varco) gratuitamente nei nuovi 80 posti dedicati al parcheggio Breve Sosta Multipiano A, presso il Terminal 1, o nei 150 riservati di fronte al Terminal 3.
Sosta bus: la creazione, nelle adiacenze del Terminal 3 di una zona riservata ai bus in sosta, parte di un disegno più complessivo di distribuzione e riorganizzazione degli spazi destinati alla sosta e al flusso dei mezzi.
Viabilità primaria e secondaria nell'area arrivi. Dal 25 maggio i veicoli privati saranno indirizzati sulla viabilità secondaria. La viabilità primaria - tre corsie separate da cordoli e adiacenti al fronte aerostazioni - sarà esclusivamente per i taxi, i noleggi con conducente, le linee gran turismo, le autorità, gli enti di Stato, i mezzi di soccorso, ed i passeggeri a ridotta mobilità. Qui tutti i parcheggi blu sono stati eliminati e la sosta ai privati sarà vietata.
La nuova segnaletica: all'interno delle aerostazioni informerà sulle diverse modalità di trasporto ed il costo per raggiungere Roma. Sull'autostrada Roma-Fiumicino, e non solo, pannelli luminosi indicano come raggiungere i tre terminal dedicati alle compagnie aeree presenti.
“Polmone”: ovvero aree di sosta, a circa 4 km dalle aerostazioni, riservate ai taxi, agli autobus e agli Ncc ove dovranno aspettare l'atterraggio degli aerei e l'arrivo dei passeggeri prima di poter raggiungere i terminal.
Ottocento “dissuasori di sosta” per eliminare la sosta selvaggia e assicurare un traffico più fluido.
Parcheggio multipiano: nuove rampe d'accesso di fronte all'aerostazione.
Tra le ulteriori novità, dal prossimo autunno, chi arriva a Fiumicino con la propria macchina, potrà entrare ed uscire dai parcheggi multipiano usando il Telepass, senza bisogno di fermarsi alla cassa ma leggendo su un display all'uscita il costo che verrà addebitato. Una sede nuova per l'autonoleggio con zona bar, nuovi loghi per orientare i passeggeri verso il treno od il noleggio auto, e, dulcis in fundo, “Vacanze Romane”, bar caffetteria nella zona arrivi del Terminal 3 internazionale.
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Cina
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Conoscere meglio la Cina
Anno culturale cinese in Italia 2010-2011
All'insegna del conoscersi, capirsi, amarsi di più, parte l'Anno Culturale cinese in Italia.
Due Paesi culla della civiltà occidentale ed orientale che, nel 2004, hanno siglato un Partnerariato Strategico Globale. Parole chiave in occasione, il 6 novembre 2010, del 40° anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia-Cina. Globale perché tocca tutti i settori, tecnologico, industriale, formazione scolastica, politico, diplomatico, imprenditoriale, scientifico, economico-commerciale. Sempre in campo di formazione, il MaE ha finanziato, per 35 milioni di euro, programmi di formazione tecnica in Cina per i propri diplomatici. Strategico per via dei costanti contatti seguiti personalmente dalle massime autorità dei due paesi.
L'interesse reciproco è evidente ed i numeri parlano chiaro: dal 1970 ad oggi, il volume di interscambio è cresciuto di 400 volte passando da 120 milioni di dollari americani nel 2008 a 38 miliardi di dollari americani nel 2010. In campo turistico, i visitatori cinesi in Italia sono passati da 1.000 a 400.000 nel 2009. Oggi, ci sono circa 10.000 studenti cinesi in Italia. Un partnerariato che ora non si limita solo a prodotti e merci ma ad idee e pensieri. Alla base di tutto, l'amicizia, la comprensione e la conoscenza reciproca, soprattutto in campo culturale. Due storie millenarie unite nel logo ufficiale dell'evento: uno Ehru, strumento musicale cinese a due corde, e una gondola veneziana ai colori rosso per la Cina ed il blu ed il verde per l'Italia.

L'anno Culturale della Cina è “una finestra che presenta i nostro grande Paese nei suoi molteplici aspetti” ha sottolineato Ding Wei, Ambasciatore cinese in Italia, a 5 mesi dalla sua nomina. Un invito a promuovere una conoscenza giusta e migliore della Cina nei suoi aspetti tradizionali ed innovativi.
“Scontato ricambiare dopo il successo dell'anno culturale italiano in Cina nel 2006” ha detto Romiti, presidente della Fondazione Italia-Cina, “ma voglio sottolineare il valore dell'evento per i benefici che apporterà ad entrambi i paesi”. Una grande opportunità perché “la cultura apre le porte del commercio", così Resca ricordando che l'accordo prevede l'apertura di uno spazio espositivo italiano all'interno del nuovo Museo Nazionale della Cina a Pechino, in Piazza Tienanmen, ed uno spazio espositivo alla Cina, a Palazzo Venezia a Roma.
Il Comitato per l’Anno culturale della Cina in Italia, è presieduto dall’on. Giuliano Urbani, responsabile del coordinamento e dell'organizzazione dell’intero progetto.
Il programma ufficiale coinvolge 9 Dipartimenti governativi cinesi, 22 Enti e autorità locali, oltre ai Ministeri degli Esteri, della Cultura, dell’Istruzione, dello Sviluppo scientifico, l’Ente nazionale del Turismo e molte realtà locali di città e province.
Tra gli eventi più importanti, il concerto di inaugurazione al Teatro dell'Opera di Roma il 7 ottobre 2010 eseguito dall'Orchestra Filarmonica di Cina esibitasi a Berlino, Parigi, Vienna, Palazzo Madama e in Vaticano. La Mostra I due Imperi, l'Aquila e il Dragone presso la Curia Iulia, con oltre 450 opere italiane e cinesi con alcuni tesori nazionali cinesi usciti per la prima volta dalla Repubblica Popolare. La Festa dei Giovani presso l'Auditorium Parco della Musica ed il Forum Innovazione Cina-Italia su e-government, life science, energy efficiency e design.
Per quanto riguarda il turismo, sono in cartellone manifestazioni con i famosi Monaci di Shao Lin a Piazza Duomo a Milano e a Piazza delle Signorie a Firenze.
L'Anno culturale cinese si inserisce nel quadro più ampio del PROGRAMMA ESECUTIVO DI COLLABORAZIONE CULTURALE TRA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA per il quadriennio 2009-2012.
[Lea Valori 04/10/2010]
CALENDARIO EVENTI
Presenti alla conferenza stampa:
Han Qiang, Consigliere Politico dell'Ambasciata
Giuliano Urbani, Coordinatore del Governo Italiano dell'Anno Culturale Cinese
Mario Resca, Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale
Cesare Romiti, Presidente della Fondazione Italia-Cina
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Il Lazio è in testa
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Il Lazio è in testa Seconda Conferenza Regionale del Turismo
Si è tenuta il 28 ed il 29 gennaio scorso la 2nda Conferenza Regionale del Turismo fortemente voluta dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo della Regione Lazio. Come spiegato dall’Assessore Claudio Mancini, era importante “fare il punto, attraverso un confronto tra istituzioni, amministratori locali e imprese sulle politiche di promozione e sviluppo messe in atto per sostenere e rilanciare uno dei settori di punta dell’economia regionale”. Il turismo, infatti, è, dopo il settore del commercio, l’asse produttivo e occupazionale della regione. Questi i numeri: 10mila imprese tra strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator e 160mila addetti (il 10% del totale industria e servizi). Per quanto riguarda i dati relativi ai flussi turistici, a fronte di un lieve calo per il Lazio (-1,1% gli arrivi e -1,4% le presenze rispetto al 2008) il 2009, secondo il rapporto Eures-ATLazio, ha visto una ripresa: giugno-dicembre con un +2,5% di arrivi di visitatori e turisti nella provincia di Roma contro il -5,2% (cf. Ebtl) rilevato nel primo semestre. Il Lazio, secondo i dati Ebtl 2008, con 13,2ml di arrivi e 34,4ml di presenze è una delle grandi regioni turistiche europee dopo la regione di Parigi (32,5ml di arrivi e 67,5ml di presenze) e Londra (14,8ml di arrivi e 48,8ml di presenze). Si conferma la sua competitività a livello europeo e prima regione italiana con 66,2% di visitatori stranieri sul totale dei turisti contro il 43,4% in Italia nel 2007.
Nel corso della Conferenza, è stata presentata la campagna di comunicazione ed il logo “Agenzie Sicure” volta a promuovere un turismo responsabile e consapevole sull’intero territorio regionale. Un’offerta “sicura” e trasparente che viene garantita dalle agenzie di viaggi aderenti all’iniziativa e che pertanto entreranno a far parte di uno specifico elenco regionale.
[LV Roma, 01.02.2010]
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Val Comino
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un esempio di eccellenza per il recupero di identità e
risorse di luoghi minori e per promuovere il turismo della mobilità
Il convegno "Plein Air, un’occasione per lo sviluppo del territorio", tenutosi a Villa Grancassa il 10 ottobre scorso a San Donato Val Comino, e inserito nel progetto interregionale di "Valorizzazione turistica dell’Appennino centrale" (Legge 135/2001 art. 5, comma 5) che interessa le regioni Abruzzo e Molise, è stato promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio insieme a Sviluppo Lazio, agenzia di attuazione della programmazione regionale e ATLazio, Agenzia regionale per la Promozione Turistica di Roma e del Lazio.
"La Regione ha stanziato 5ml di euro per incentivare il turismo itinerante, di cui 1,5ml per realizzazione e adeguamento di aree attrezzate per camper e roulotte e 3,5ml per segnaletica turistica", afferma Claudio Mancini, assessore al Turismo della Regione Lazio.
Il convegno ha previsto un educational per tour operator e agenzie di viaggio ed il convegno Plein Air: due momenti di scambio e confronto tra esperti, operatori locali e istituzioni volutamente focalizzati "sull’organizzazione di una nuova offerta turistica e opportunità di sviluppo e crescita economica dei piccoli centri montani".

da sx. Josep Ejarque, Antonio Percario, Elisabetta Calabri
"Fare sistema" tra i diversi attori turistici coinvolti – operatori locali e istituzioni – per definire un piano di accoglienza che faccia conoscere itinerari meno conosciuti ma di grande valore storico, culturale, artistico, paesaggistico, enogastronomico e naturalistico, fornendo un modello di sviluppo turistico del territorio, ha affermato Antonio Percario, consulente di Sviluppo Lazio, membro dell’Associazione italiana professionisti e manager del turismo e moderatore del convegno .
Il viaggio, non più luogo e destinazione, è ora mosso dalla motivazione. Il nuovo turista è un "protagonista attivo", ha detto Raffaele Jannucci direttore editoriale della rivista PleinAir "che rispetta e vuole il rispetto della natura". La filosofia del Plein Air non si rivolge al solo camperista ma a tutti quei turisti che vogliono scoprire, rispettare e conoscere località, natura, tradizioni, sport, storia e cultura nei piccoli borghi ove ancora esiste una dimensione più umana oltre che spirituale. Molti, infatti, anche i sentieri religiosi dei pellegrinaggi.
Quali sono le opportunità dei piccoli centri dell’Appennino per creare una propria economia attraverso l’accoglienza, il proprio tessuto urbano ed abitativo ed il proprio territorio?
Il convegno ha evidenziato, in particolare, le S - punti di forza - e le O – opportunità - delle SWOT di questo, che possiamo definire, marketing territoriale ed il CSF, il fattore critico di successo. Gli elementi, quindi, necessari a questo progetto per realizzare i suoi obiettivi di successo, di crescita e di utili. Con un pizzico di autocritica e creatività all’insegna della qualità, dello sviluppo del prodotto e del servizio, del capitale umano, della soddisfazione del cliente e della sostenibilità.
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L’Albergo Diffuso, "tutto italiano" ha spiegato Giancarlo Dall’Ara, docente di Marketing del Turismo all’Università di Perugina "tant’è che non è traducibile in nessuna lingua straniera", è stato riconosciuto formalmente nel 1998. Gli ospiti alloggiano in case e camere all’interno di un centro storico, distanti non più di 200 metri dallo stabile ove si trova la reception, gli ambienti comuni e l’area di ristoro. Un modello di sviluppo territoriale che non crea impatto ambientale che consente agli ospiti di vivere da dentro l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese.
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Le località coinvolte devono puntare su di un’offerta di eccellenza ed un’accoglienza di qualità che viene stabilita sulla base di parametri ben precisi prima di ottenere la Bandiera Arancione, il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano.
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Isnart, Istituto nazionale ricerche turistiche, ha messo a punto il marchio Ospitalità Italiana per le imprese turistiche, di concerto con le Camere di Commercio Italiane, per promuovere l’offerta di qualità in Italia.
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Una nuova gestione del prodotto con il Club di Prodotto, ha spiegato Josep Ejarque, presidente Associazione Professionisti e Manager del Turismo, in cui gli attori pubblici e privati preposti all’organizzazione, e promo-commercializzazione dell’offerta nonché all’utilizzo delle risorse finanziare dei territori coinvolti nel Plein Air, sono chiamati a "fare sistema" per i prossimi anni.
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Infine, una gestione della comunicazione moderna e dinamica attraverso il Web 2.o, uno strumento di condivisione di contenuti sviluppati e prodotti non solo dal fornitore di servizi ma direttamente dagli utenti, la nuova piattaforma di comunicazione e vendita.
Lea Valori [ottobre 2009]
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IL TURISMO DIVENTA MINISTERO
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BRAMBILLA: GRANDE SODDISFAZIONE E MASSIMO IMPEGNO
Il fatto che il turismo torni ad essere rappresentato in seno al Consiglio dei Ministri è motivo di grande soddisfazione non soltanto per me ma anche per tutti coloro che, operando attivamente in questo settore, sono da tempo consapevoli di come esso possa costituire un importante volano per lo sviluppo della nostra economia. In stretta collaborazione con le Regioni, con gli enti locali e con tutte le associazioni di categoria, mi adopererò con il massimo impegno perché il turismo assuma una valenza sempre più strategica per il nostro Paese, sia per la creazione di nuove risorse che per il miglioramento dei livelli occupazionali”. E’ quanto ha dichiarato, al termine della cerimonia del giuramento al Quirinale, il Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla.
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“Siamo soddisfatti per la nomina dell’On. Michela Vittoria Brambilla a Ministro per il Turismo, un passo significativo per il nostro settore, particolarmente in questo momento di difficoltà per le nostre aziende” ha dichiarato il Presidente di Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colaiacovo.
“La rinascita del Ministero è il primo passo per un concreto rilancio del settore. Ora è necessario che segua un’adeguata dotazione di risorse e deleghe che permettano al Ministro di operare efficacemente”.
[Roma, 08/05/2009]
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Josp Fest: il primo festival dei viaggi dello spirito
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Josp Fest: il primo festival dei viaggi dello spirito
Josp Fest ovvero “Journeys of the Spirit Festival”, è il primo festival internazionale dedicato ai viaggi dello spirito. “Canta e cammina” è il tema scelto per questa prima edizione del Josp Fest organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi. Il camminare ed il cantare descrivono infatti l’esperienza del pellegrinaggio. Il pellegrinaggio risale ai tempi dell’Impero egiziano quando le persone di periferia si spostavano in città per partecipare ad incontri religiosi. Oggi esso si associa ad un viaggio per persone di età matura e Josp Fest è l’occasione per sfatare questi luoghi comuni e riqualificare il pellegrinaggio all’interno dell’industria turistica evidenziandone gli aspetti dinamici. Oltre a convegni e workshop, grandi eventi musicali e culturali sono previsti per il pubblico che potrà trovare informazioni utili ed interessanti visitando gli oltre 150 stand degli espositori provenienti da 4 continenti. Presente al Festival Internazionale del Turismo Religioso anche l’Enit con “Inside Italy”, uno spazio di 7500 mq. all’iterno del Padiglione 9 della nuova Fiera di Roma. L’Enit ha deciso di dare il proprio contributo perché Josp, insieme ad Aurea, fa parte delle fiere importanti per la promozione dell’offerta turistica italiana anche attraverso il turismo religioso, ha dichiarato Eugenio Magnani, direttore generale dell’Enit. L’Italia, infatti, è ai primi posti della classifica non solo come meta dei viaggi dello spirito ma anche per il carattere artistico-culturale legato alla visita dei luoghi di culto.
Roma, LV 13/01/2009
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Firmato il protocollo di intesa
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Firmato il protocollo di intesa tra il sottosegretario al Turismo Michela Brambilla e il sottosegretario allo Sviluppo Economico Urso, per il rilancio del turismo
Il protocollo d’intesa, valido per i prossimi tre anni, intende rilanciare con forza il brand Italia attraverso la collaborazione e le sinergie tra il Dipartimento del Turismo ed il Ministero dello Sviluppo Economico. Il protocollo è stato firmato a Palazzo Chigi tra Michela Brambilla, sottosegretario al Turismo e Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’internazionalizzazione. “Spetta alla politica trovare strategie vincenti affinché il turismo, volano strategico per l’intera economia del Paese, torni ad avere un ruolo da protagonista”, ha sottolineato il sottosegretario Brambilla. Un’azione improrogabile alla luce della crescente concorrenza internazionale e delle difficoltà che si profilano per il 2009.
"Il 40% del nostro PIL è composto per un 30% dalle esportazioni e per un 10% dal turismo incoming", ha commentato Urso, "l’intesa tra i nostri ministeri è, pertanto, di grande rilevanza strategica". Il turismo accresce la domanda di made in Italy ed il made in Italy - cresciuto del 17% negli ultimi cinque anni, in particolare con un più 13% dell'agroalimentare - accresce la domanda turistica che vanno, quindi, promossi insieme sui mercati internazionali perché siano l’uno il traino dell’altro.
Per attuare il protocollo d’intesa “da subito” verrà creata una struttura bilaterale che vede la partecipazione di rappresentanti del Dipartimento del Turismo, dell’Enit e dell’Ice, con il compito di individuare le prime aree di intervento attraverso una mappatura dei mercati più importanti per l’Italia. Il piano di azione prevede quattro priorità: attività promozionali congiunte nei paesi esteri emergenti e più ricchi di potenzialità per il brand Italia (Cina, India, Australia, Russia, paesi Arabi…); ottimizzazione di risorse e strutture all’estero attraverso l’integrazione delle reti operative Enit (26 sedi) e Ice (117 sedi in 87 paesi); missioni con operatori turistici congiunte; internazionalizzazione delle imprese per favorire gli investimenti italiani all'estero ed attrarre quelli stranieri nel turismo italiano. Il protocollo si inserisce nel progetto contenuto nel disegno di legge 1195, approvato dalla Camera e assegnato alla Commissione industria, con "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia". Il disegno di legge delega al governo la riforma di tutti gli enti di internazionalizzazione. “Ci aspettiamo” - ha spiegato Urso - “che venga approvato a fine febbraio”. Sulla sua probabile futura nomina a Ministro del Turismo, con la creazione del Ministero del Turismo, Michela Brambilla non ha voluto fornire conferme. Ha anticipato, invece, dati positivi, rispetto alle previsioni, sulle vacanze invernali che verranno confermati in occasione della conferenza sul turismo in programma il 24 gennaio a Cortina d’Ampezzo.
[LV 09/01/2009]
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Convegno "Formazione e politiche per la competitività del turismo, università, Istituzioni, Imprese"
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Convegno "Formazione e politiche per la competitività del turismo, università, Istituzioni, imprese"
Nel corso del convegno “Formazione e politiche per la competitività del turismo, università, Istituzioni, Imprese” che si è svolto oggi all’Università La Sapienza di Roma, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, ha illustrato le linee guida sul tema della formazione per il turismo. “Presso il mio Dipartimento – ha detto l’On. Brambilla - ho istituito un comitato di studio sul tema della formazione del quale fanno parte docenti ed esperti del settore con lo scopo di procedere al più presto a proposte di razionalizzazione e di interventi strutturali sia nel campo della formazione pubblica che privata. Oggi abbiamo, ad esempio, decine di facoltà di scienze del turismo che mettono in atto programmi disarticolati tra loro e che in realtà non identificano figure professionali che trovino corrispondenza nel mondo del lavoro.” Il sottosegretario ha poi evidenziato che “il nostro paese ha una realtà di strutture ricettive ed imprese che sono alla costante ricerca di figure professionali competenti ai vari livelli. Come troppo spesso accade: mondo del lavoro e mondo universitario non riescono ad incontrarsi. La domanda dell’uno non viene soddisfatta dall’altro, l’offerta dell’uno non trova corrispondenza nelle richieste dell’altro. Da qui la necessità di creare una sinergia tra queste realtà e procedere con una razionalizzazione di tutto l’esistente per avere un migliore risultato.”Continua l’On. Brambilla “Molto lavoro nel campo della formazione turistica viene poi svolto dalle strutture private ma occorre che esse siano a sistema con un programma generale che veda l’offerta di formazione garantita ai vari livelli e su tutto il territorio nazionale.Infine, non dobbiamo dimenticare che, oltre a formare nuove figure professionali, aprendo ai giovani le porte di un mondo dalle grandi potenzialità, occorre riqualificare dal punto di vista professionale le figure esistenti che già operano in questo settore. Anche su questo fronte, il comitato didattico nato all’interno del dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo intende formulare proposte concrete.”Il sottosegretario Brambilla ha quindi ribadito l’intenzione del Governo di sostenere la formazione in materia turistica ai vari livelli quale strumento indispensabile per potenziare lo sviluppo del settore nel nostro Paese e per garantire occupazione.[Roma, LV 04/12/2008]
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Brambilla: entro fine anno gli Stati Generali per il turismo
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Brambilla: entro fine anno gli Stati Generali per il Turismo
Michela Vittoria Brambilla convocherà entro fine anno gli "Stati Generali" del Turismo con lo scopo di delineare, sul fronte nazionale ed internazionale, una programmazione strategica per l’anno 2009. Come già annunciato all’inizio del suo incarico, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo intende promuovere un tavolo di confronto permanente con il coordinamento delle regioni, delle province, degli enti locali, delle associazioni di categoria e con l’Enit.
“Il nostro obiettivo non è guardare al passato, ma al futuro – ha detto oggi il sottosegretario Brambilla, in occasione del convegno organizzato dall’Ascom di Torino - E’ il momento di promuovere con forza una politica nazionale del turismo anche attraverso lo sforzo congiunto di amministrazioni locali, regionali e associazioni di categoria. Esamineremo al più presto le prospettive che si aprono per il turismo nel 2009, che dai primi indicatori presenta una serie di criticità. Da qui partiremo per studiare una programmazione efficace e soprattutto in grado di incidere sullo sviluppo del settore.”
[Roma, LV 26/11/2008]
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Il Comitato Mondiale di Etica per il Turismo a Roma
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Il Comitato Mondiale di Etica per il Turismo a Roma
Inaugurata la sede permanente della segreteria del Comitato Mondiale di Etica per il Turismo, presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Il Comitato Mondiale di Etica per il Turismo è un organo internazionale nato in seno all’Organizzazione Mondiale del Turismo nonchè agenzia specializzata delle Nazioni Unite. “Contro il turismo sessuale non dobbiamo lasciare nessuna strada inesplorata” ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Michela Vittoria Brambilla. Posso già annunciare che sono stata chiamata ad illustrare la nostra campagna il prossimo 12 marzo 2009 a Berlino, in occasione di un meeting internazionale sul tema che vedrà protagonista una task force impegnata a livello mondiale contro lo sfruttamento e la violenza sui bambini. Un evento significativo affinché “la nostra battaglia possa diventare motivo di cooperazione tra i governi del mondo nell’intento di contrastare il più duramente possibile quelli che io non esito a definire i viaggi della vergogna”. Durante il meeting il segretario generale dell’Omt, Francesco Frangialli, ha sottolineato l’importanza dell’insediamento proprio in Italia della sede unica del Comitato Etico e ha inoltre fornito una serie di dati relativi ai giganteschi flussi turistici che riguardano il mondo intero: nel 2007 sono state 903 milioni e trecentomila le persone che hanno viaggiato nel mondo, con un volume di affari che non può essere sottovalutato e che raggiungerà i seicentoventicinque miliardi di euro a fine 2008. “Il turismo è la più grande industria del mondo: produce ricchezza e posti di lavoro. Ma ha purtroppo anche un lato oscuro. E noi non dobbiamo avere paura di tracciare una netta linea di demarcazione tra quel che è bene e quel che è male in questo settore”. Queste le parole di Dawid De Villiers, chairman del Comitato Mondiale di Etica per il Turismo. “Per fare questo il nostro strumento è la cooperazione tra le diverse istituzioni e tra tutti i paesi del mondo”.
Subito dopo l’inaugurazione della sede della segreteria permanente del Comitato Etico, l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, insieme con la delegazione del comitato, si è recata in visita dal Santo Padre, papa Benedetto XVI.
Roma, LV 18/11/2008
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E se fosse tuo figlio? Governo e operatori della filiera turistica: tutti insieme per un turismo responsabile
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E se fosse tuo figlio? Governo e operatori della filiera turistica: tutti insieme per un turismo responsabile
100 miliardi di euro a livello mondiale il volume d'affari dei "viaggi della vergogna", come li ha definiti il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla durante la conferenza stampa di presentazione della campagna informativa e di sensibilizzazione."Vogliamo illuminare una zona d'ombra di una società che si definisce civile" ha proseguito il Sottosegretario "che necessita dell'impegno totale e concreto di tutti i mezzi di comunicazione". L’iniziativa intende contrastare in ogni modo quelle forme turistiche che nascondono lo sfruttamento e l'abuso sessuale di bambini e adolescenti in tutto il mondo. Secondo le stime ufficiali la portata del fenomeno è agghiacciante: 2 milioni e mezzo di minori nel mondo di cui il 40% è sotto i 12 anni e il 75% riguarda la componente femminile. Queste le stime recenti di ECPAT ma il fenomeno è più esteso se si tiene conto del sommerso. Se la legislazione è una buona risposta, la vigente legge 296/1998 ha trovato, fino ad ora, scarsa applicazione. Il governo, ora, e questa è la novità, è pienamente determinato a mettere insieme tutti gli operatori dell’industria turistica in grado di sorvegliare e di mettere in atto azioni concrete di contrasto a questo tipo di turismo "che troppi pensano di praticare impunemente in Paesi dove non vi sono regole e leggi altrettanto severe".
Encomiabile voler rendere responsabili tutti gli attori coinvolti nella prenotazione e nello svolgimento di un viaggio. Si è parlato di alberghi e di corrispondenti locali. Si spera non verranno tralasciati tutta una serie di personaggi quali tassisti, portieri d'albergo, accompagnatori, guide e strutture ricettive minori o che non fanno parte della lista del corrispondente locale. Che dire, poi, della miriadi di locali notturni e di "case chiuse" presenti, in maniera capillare, in tutti paesi coinvolti dal fenomeno. L'attuale governo si è presentato come il governo "del fare" ed è encomiabile che abbia deciso di riprendere a cuore questo tema con forza e concretezza. Ci si chiede, tuttavia, come mai fino ad oggi sia stata data scarsa applicazione della legge a tutela dei minori visto che è in vigore "dal lontano" 1998 e le cifre - e sono solo quelle ufficiali - sono spaventose. Fondamentale coinvolgere tutti i paesi a livello mondiale con ulteriori campagne di sensibilizzazione perché è necessario puntare, in maniera costante, a cambiare anche un certo tipo di mentalità che vede l'altro come oggetto magari anche con disprezzo. Non era presente un rappresentante della Polizia postale né tanto meno uno della nota associazione Meter di Don Fortunato Di Noto da anni impegnata nella lotta contro gli abusi a danno di bambini e adolescenti.
I punti saliente della campagna prevedono un programma di comunicazione attraverso poster, brochure, spot TV ecc. in tutte le aree turistiche al fine di sensibilizzare i cittadini su di un fenomeno non abbastanza evidenziato e denunciato in Italia; l'adozione di un codice di “Certificazione Turismo Responsabile” (CTR) da parte delle agenzie di viaggio, dei tour operator, dell'industria ricettiva, delle compagnie aeree e degli aeroporti per regolare le loro attività e diffondere norme di comportamento contro il turismo della vergogna. Non correttivi banali e virtuali poiché le aziende e le strutture che adotteranno il codice dovranno impegnarsi a informare chiaramente i propri clienti; a inserire clausole speciali nei contratti con i corrispondenti esteri per non agevolare il contatto fra il turista ed eventuali sfruttatori di minori; a richiedere per contratto alle strutture alberghiere di non consentire l’accesso, nelle camere dei clienti, a minori del luogo che possano essere gestiti da persone o organizzazioni che operano nel settore dello sfruttamento sessuale e della prostituzione con l’obbligo di includere la clausola di recesso se queste condizioni non verranno rispettate; a non utilizzare messaggi pubblicitari vaghi o ambigui sulle loro destinazioni.
Perché ora? La scarsa applicazione della legge 296/1998, nonostante l’impegno di organizzazioni quali l’Ecpat, impone di fare chiarezza sulle norme della legge ad oggi largamente disattese. L'articolo 5 della legge è molto chiaro: chiunque organizza o propaganda questo tipo di viaggi è punito con la reclusione dai 6 ai 12 anni e con una multa fino a 300 milioni delle vecchie lire ed è punito anche “indipendentemente dall’effettivo raggiungimento dello scopo”. L'articolo 10 poi fa rientrare nella nostra giurisdizione penale anche “il reato commesso all'estero da cittadino italiano”. Con una crescita esponenziale dei flussi turistici (nel 2010 un miliardo di turisti a livello mondiale) che attirano l’interesse delle organizzazioni criminali, è fondamentale chiedere all'industria turistica di inserire nei programmi e documenti di viaggio un richiamo esplicito a queste norme.
“Bisogna parlare il più possibile del turismo della vergogna con ogni mezzo” unico modo per mantenere alta l’attenzione di tutti, fino a coinvolgere i governi del mondo a fare propria questa iniziativa dell’Italia. “Una battaglia”, ha concluso il Sottosegretario, “che andrà sicuramente a buon fine”.
ECPAT International è una rete internazionale di organizzazioni impegnate nella lotta contro ogni forma di sfruttamento sessuale commerciale dei minori (SSCM). La principale attività dei gruppi ECPAT nei Paesi occidentali era l’azione di lobbying nei confronti delle istituzioni nazionali ed internazionali, come l’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) e la FUAVV (Federazione universale degli agenti di viaggio), al fine di promuovere l’approvazione di leggi che prevedessero il principio della extraterritorialità, cioè la possibilità di giudicare e condannare in patria un cittadino che avesse abusato di un minore all’estero; nonché di spingere l’industria del turismo ad adottare un Codice di condotta specifico. ECPAT International, che fa parte del Gruppo delle ONG per la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, ha lo statuto di Osservatore presso l’ECOSOC, a Ginevra. Nel 1998, ECPAT-Italia in virtù del lavoro di lobbying svolto dalla stessa, il Parlamento italiano ha approvato la Legge 269/98 Legge 269/98 contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale a danno dei minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù. Per il nostro Paese e per ECPAT-Italia, che l'ha promossa sin dal 1995, si è trattato di una grande vittoria suggellata dal riconoscimento di questa normativa come una delle migliori al mondo. Questa legge è stata ulteriormente raffinata e migliorata da un altro successo, la successiva Legge 38/06, sempre promossa da ECPAT. Nel 1996 fu organizzato a Stoccolma il Primo Congresso Mondiale contro lo sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali, con l’intento di prendere in considerazione tutte le forme di sfruttamento sessuale, non più solo il turismo sessuale. Al Congresso parteciparono i rappresentanti dei governi di 122 Paesi, ECPAT, UNICEF e il Gruppo delle ONG per la Convenzione ONU del 1989. A Stoccolma, furono adottati una Dichiarazione e un Piano d’Azione per l’Infanzia, che i partecipanti si impegnarono ad attuare.
Roma, LV 14 novembre 2008
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"I nuovi scenari del turismo"
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Alla 58^ Assemblea Federalberghi-Confturismo
“L’Italia turistica non può vivere di rendita e bisogna fare sistema per preparare piani, strategie e soluzioni”. Parte così la 58^ Assemblea Federalberghi-Confturismo tenutasi a Milano il 24 c.m.. Il tema dell’assemblea tocca un comparto - suddiviso in business congressi leisure ed eventi - che si inserisce in un quadro di mercato e di contingenza economica complessa e competitiva con altri mercati europei e non solo. La prossima grande occasione per il settore è data dall’Expo 2015, imperdibile per far conoscere Milano e la Lombardia ma anche il resto d’Italia. La vera sfida, nel frattempo, è riaffermare l’importanza economica, sociale e culturale del turismo in Italia, un settore che nei prossimi 20 anni diventerà il primo settore di attività economica.
La Confcommercio, negli incontri con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero del Tesoro, ha specificate le proprie proposte per uscire dall’attuale crisi economica: politiche strutturali e, entro la prossima legislatura, sciogliere i nodi della spesa pubblica, della pressione fiscale, della detassazione degli straordinari e della lotta all’evasione e all’abusivismo. Una politica attenta all’economia dei servizi, in un’ottica di liberalizzazione e semplificazione burocratica. Necessarie nuove infrastrutture, innovazione e flessibilità del mercato del lavoro che deve accompagnarsi alla qualità attraverso la valorizzazione dell’apprendistato, la formazione permanente promuovendo una cultura manageriale di gestione ed organizzazione. Per il turismo, in particolare, l’allineamento dell’aliquota IVA agli altri Paesi europei ma, secondo alcuni albergatori, più urgente sarebbe fornire incentivi per l’ammodernamento delle strutture ed attuare politiche di promozione per allungare la stagione.
Alla sua prima uscita ufficiale, Michela Vittoria Brambilla, Sottosegretario con delega al Turismo, ha riaffermato che il turismo deve tornare ad essere una carta vincente per l’Italia ed il Governo, a breve, presenterà il piano strategico. L’Italia è in crisi ma lo sono anche altri paesi i quali, però, a differenza dell’Italia, sanno vendere meglio. Serve un marketing efficace e tempestivo e, soprattutto, produttivo di risultati. Il piano strategico dovrà riportare l’Italia ad un giusto livello di competitività, attraverso la formazione del personale, enfatizzando le diversità dell’offerta con un occhio alla clientela medio bassa da Cina e India, che preferisce quelle mete dove può vedere più cose, viaggiando più rapidamente e spendendo meno.
Divergenze sulla creazione di un organo governativo centrale con una preferenza verso un ruolo di coordinamento piuttosto che di centralità. L’Enit, spronata a rappresentare di più l’Italia, sia all’estero sia agli italiani, è in procinto di approntare un piano strategico misurabile di lungo periodo concordato con tutti gli attori facendosi anche carico dello sfortunato portale Italia.it.
In chiusura, il Ministro Bondi, ha parlato della necessità di passare dalla diagnosi alla soluzione dei problemi che potrà avvenire soltanto grazie al nuovo rapporto maggioranza e opposizione nonché tra Ministeri ed i diversi livelli di responsabilità di governo (governo regioni enti locali) l’unico in grado di fornire una linea e strategia unitaria e coerente. Il Governo varerà provvedimenti generali per lo sviluppo del turismo anche nelle piccole e medie città, destagionalizzando le visite attraverso pacchetti culturali legati a grandi eventi. Tra le prime cose da fare, ha proseguito Bondi, spot istituzionali per gli italiani per far conoscere le eccellenze del nostro Paese.
[Lea Valori 27/05/2008]
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Un Sogno
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di Aldo Agosteo
Anch’io (nel mio piccolo…) ho fatto un sogno. E, poiché da oltre 50 anni i miei interessi professionali e culturali ruotano nel turismo, il sogno non poteva che riferirsi all’ attuale critica situazione del settore e all’indifferenza di chi dovrebbe provvedere. Nel sogno le elezioni si erano concluse, non era citato il vincitore. Sembrava, comunque che, come era stato promesso in campagna elettorale, tutti fossero d’accordo sulla necessità di procedere alle famose riforme costituzionali, per cui un grande dibattito si era aperto nel Paese sui grandi temi (riforma del Parlamento, poteri del Primo Ministro, riduzione dei Parlamentari, abolizione del bicameralismo perfetto e così via…). I grandi leader si esibivano in appassionate perorazioni per sostenere le proprie tesi, note da decenni, e mano a mano le proposte seguivano il proprio iter, senza peraltro che fossero chiare le decisioni. Ecco che, nel sogno, alcuni parlamentari, non dei più conosciuti, riuscivano ad introdurre una piccola, piccolissima riforma in base alla quale la politica turistica, almeno nella sua direzione strategica, spettava allo Stato e alle Regioni incombeva l’obbligo di conformare i propri programmi alle direttive dello Stato… Uno o due articoli furono sufficienti per mutare di colpo il panorama del nostro turismo: un Piano 2020, così chiamato per indicare obiettivi a lungo termine era stato approvato con un accordo tra lo Stato, le Regioni, i Comuni, le categorie imprenditoriali, 138 mn. di euro erano stati stanziati a favore dell’ENIT, e uno speciale programma di nuove infrastrutture era in via di realizzazione… Il miracolo era compiuto; l’emozione fu tale che mi svegliai d’improvviso … e tutto fu chiaro: mi ero addormentato sul giornale che riferiva sulle recenti deliberazioni del Governo spagnolo. Le elezioni non si sono ancora celebrate, nessun candidato parla di turismo, se non ripetendo le solite banalità non rendendosi inspiegabilmente conto che si tratta della maggiore industria del nostro Paese… Tutto come prima, tutto regolare. E’ stato un sogno, un bel sogno, ma solo un sogno… [Roma, 1/04/08]
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Medicina e Turismo
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di Antonio Sereno Sull’onda della letteratura romantica siamo abituati a considerare che il turismo si è diffuso per i resoconti di viaggio che poeti e scrittori decisero di effettuare per conoscere meglio la cultura classica e le vestigia delle antiche civiltà greche e romane.
Certo questa motivazione non era estranea al movimento turistico fra il 700 e l’ 800, tuttavia gli stessi personaggi erano spesso portatori di una patologia molto diffusa in Europa e soprattutto in Inghilterra, la tubercolosi e venivano in Italia per guarire o migliorare le loro condizioni cliniche dal momento che il paese vantava un clima e un' aria particolarmente indicati per chi aveva problemi polmonari.
In realtà il turismo si è sviluppato anche per il sorgere di insediamenti specializzati: un misto tra l'albergo e la struttura sanatoriale; occorre dire che se all'inizio le correnti di traffico, soprattutto inglese, preferirono l'Italia, alla fine dell'800, la Svizzera ci superò nell'ideare strutture più confacenti alle esigenze di questa tipologia di turista e nell'attrarre traffici sempre più consistenti. La ricercatrice giapponese Ewa Kawamura ha documentato lo spostamento dei flussi, affermando che dalla metà del 700 fino alla fine dell'800, epoca in cui si diffuse la cura intensiva della tubercolosi in sanatori sulle Alpi, la lotta contro la malattia fu legata al viaggio via mare ed al soggiorno in località caratterizzate da clima mite durante l'inverno. Nella prima metà dell'800 la meta preferita dai tisici inglesi era l'Italia centrale; si raccomandava di raggiungere l’Italia con la nave e di trascorrere l'inverno a Pisa o a Roma. I medici inglesi erano molto attenti anche nell'analizzare le zone più salubri delle città ed indicare le migliori residenze: così il poeta Keats, nel 1820 a Roma per curarsi, fu indirizzato in una casa a Piazza di Spagna ove molti alberghi romani, consapevoli di questa selezione, avevano già adottato denominazioni inglesi.
La Kawamura sostiene che la fama terapeutica dell' Italia centrale cade a partire dalla fine dell’800, superata dalla Riviera ligure e da alcune località campane; così vediamo lo sviluppo turistico di Nervi e delle località del Golfo di Napoli. La stessa città fu clinicamente investigata essendo considerato ottimale risiedere a Forio, Chiaia e Chiatamone, piuttosto che nella zona di Santa Lucia a causa dell'umidità prodotta dal tufo; alla fine dell'800 le dimore salubri furono, invece, localizzate nella zona collinare di Pizzofalcone e Posillipo mentre acquistavano importanza Castellammare, Sorrento e Capri. Ben presto la Svizzera recuperò rispetto all'Italia costruendo strutture alberghiere di grande prestigio e aprendo il primo sanatorio del mondo nel 1859. Si specializzò nella progettazione di alberghi come sanatori: edificio con esposizione a mezzogiorno, balconi collegati a ogni camera e una terrazza come spazio comune, sedie a sdraio per respirare la salubre aria di montagna, pratica consigliata dal medico tedesco Turban, a Davos, destinato a diventare un centro di eccellenza terapeutica.
L'Italia ebbe il suo primo sanatorio nel 1903; comunque la dimensione delle strutture fu molto più ridotta rispetto a quelle svizzere e la configurazione era ristretta all'aspetto medico piuttosto che a quello della ricettività e questo determinò la crisi totale. Al giorno d’oggi le motivazioni cliniche del turismo stanno tornando fortissimamente in luce ma i flussi sono orientati verso vari Paesi: sono mutate le patologie e vi sono particolari ragioni non solo economiche che movimentano il cliente ed agiscono sul mercato. Gioca un ruolo fortissimo la telematica che fornisce notizie sui centri medici, la tecnologia che offre nuovissimi sistemi di diagnostica e cura, la notevole differenza nei costi dei trattamenti ed infine la possibilità di sottoporsi a pratiche terapeutiche particolari o di effettuare trapianti senza lista d’attesa. Verso l’ Europa orientale si dirigono numerosissimi pazienti per cure odontoiatriche praticate in tempi rapidissimi ed a costi enormemente inferiori a quelli che devono essere affrontati altrove: estrazioni ed impianti nell’arco di due/cinque giorni per l’intero cavo orale che, col viaggio tutto compreso e trattamento semi-alberghiero, vengono a costare meno rispetto all’Occidente e sono effettuati nei tempi prescelti dal paziente che visita anche la città e fa acquisti.
Si va per 7/10 giorni in Thailandia, presso hotel a 5 stelle sul mare, in convenzione con centri ospedalieri di eccellenza per interventi estetici totali che vanno dal lifting facciale, alla liposuzione addominale, sollevamento glutei, modellamento cosce, etc. etc. con una spesa leggermente superiore al pacchetto turistico vacanziero; il paziente ha i servizi di un grande albergo unitamente alle cure di personale medico formato nelle università europee o americane per cui nulla avrebbero da invidiare ai maestri della chirurgia estetica più famosi del mondo. Contestualmente gode di spiagge esotiche, intrattenimenti e shopping. Le diverse tecniche seguite all’estero quanto alla procreazione assistita, induce notevoli correnti verso il Belgio, la Spagna, la Svezia, la Turchia e la Gran Bretagna dove operano centri specializzati nella diagnosi genetica di pre-impianto e prenatale, centri che talora ammettono anche single e coppie per l'inseminazione con donatore. Verso il Pakistan si dirigono coloro i quali desiderano acquistare un rene a circa $ 1300 o una cornea a $ 400, tanto che il paese viene indicato come il bazaar dei reni e si parla di un turismo dei trapianti, con acquirenti da tutto il mondo, compresi l'Europa, Stati Uniti e Canada, anche se la stragrande maggioranza proviene dai paesi del Golfo. Il fenomeno è talmente diffuso che oggi il governo sta adottando severe misure per contenere questo traffico che ignora completamente il donatore ed è nelle maglie di organizzazioni ai confini della legalità.
L'America, invece, ha regolamentato con un costo che si aggira tra 150.000 e 170.000 $, il fenomeno dell' utero in affitto, altrimenti definito delle “”surromamme””: ricorso per coloro che non possono essere madri a un'altra donna che gestisce la gravidanza. Viene offerto un pacchetto tutto compreso che offre assistenza legale, ricerca della portatrice, eventuale donatore del seme, certificato di nascita e rinuncia alla potestà da parte della gestante; è nato, in pratica, un lavoro nuovo se una donna ha noleggiato l’utero già otto volte! Si sa di ospedali americani presso i quali, dovendosi leggere urgentemente l’esame di un paziente grave – TAC, Risonanza Magnetica, etc. – poiché l’assicurazione non vuole spendere i 500/800 dollari di onorario dello specialista, il referto viene inviato telematicamente ai centri specializzati di Calcutta o Bombay, dove il medico fornisce in pochi minuti la diagnostica con un costo di soli 25 dollari. Per le stesse ragioni le autorità mediche inglesi hanno contatti con i centri ospedalieri indiani per l’invio di pazienti da sottoporre a trattamenti costosi in Gran Bretagna, nonostante l'eccellenza del sistema sanitario famoso per l’assistenza ””dalla culla alla bara””, che possono essere effettuati più economicamente in India, pur sostenendo l’onere del viaggio. Un caso davvero particolare l'India: ha fatto registrare modificazioni notevoli nei flussi turistici. All'inizio le correnti di traffico erano animate da una profonda matrice religiosa: lo studio della spiritualità e delle tecniche ascetiche di un popolo capace di controllare il corpo e di raggiungere la pace della mente attraverso la meditazione.
Tuttavia, mentre gli studiosi indagavano questa filosofia di vita, molti si rivolgevano agli artigiani locali per farsi confezionare vestiario su misura, rigorosamente rifinito a mano con un costo irrisorio rispetto a un vestito acquistato in Occidente e in uno spazio di tempo brevissimo che consentiva al turista di tornare in patria con un guardaroba nuovo, contribuendo a sostenere l’artigianato locale. Nel tempo l'India, tuttavia, passa dall'artigianato all'industria divenendo la Silicon Valley orientale e sviluppa la produzione elettronica destinata ai computer, portando i giovani a qualificarsi tecnologicamente e a trovare impiego nelle numerosissime fabbriche alle quali si rivolgono le multinazionali di tutto il mondo.
Oggi si è in una terza fase: v’è un nuovo orizzonte sia nei call center delle imprese che dirottano le chiamate in India, considerato il minor costo dell’operatore, il quale apprende lingue e discipline occidentali, sia per il turismo medicale che è ancora più coinvolgente perché stimola la formazione di professionisti nel campo della medicina, dell’ industria farmaceutica e di macchinari clinici, elevando il tenore di vita delle nuove generazioni. Quanto sopra dimostra, ancora una volta, come il turismo sia un fatto fondamentalmente sociale, capace di determinare l’economia, ma soprattutto la cultura di una intera nazione. Noi italiani dovremmo ricordarlo.
[08/02/2008]
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L. 24-12-2007 n. 244 - Legge finanziaria 2008
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"A parte la perla sulla incomunicabilità del linguaggio constatiamo volentieri che la legge finanziaria non ha trascurato troppo il turismo, come ci spiega efficacemente il dr. Sereno." Aldo Agosteo
di Antonio Sereno
Art. 1
376. A partire dal Governo successivo a quello in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, il numero dei Ministeri è stabilito dalle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel testo pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1999. Il numero totale dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, ivi compresi ministri senza portafoglio, vice ministri e sottosegretari, non può essere superiore a sessanta e la composizione del Governo deve essere coerente con il principio stabilito dal secondo periodo del primo comma dell'articolo 51 della Costituzione.
377. A far data dall'applicazione, ai sensi del comma 376, del decreto legislativo n. 300 del 1999 sono abrogate le disposizioni non compatibili con la riduzione dei Ministeri di cui al citato comma 376, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, e successive modificazioni, e al decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e successive modificazioni, fatte comunque salve le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 2, 2-bis, I-ter, 2-quater, 2-quinquies, 10-bis, 10-ter, 12, 13-bis, 19, lettera a), 19-bis, 19-quater, 22, lettera a), 22-bis, 22-ter e 25-bis, del medesimo decreto-legge n. 181 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 233 del 2006, e successive modificazioni.
Appare difficile seguire il contenuto dei commi 376 e 377, perché, anche se si comprende l'intenzione del legislatore di ridurre il numero dei ministeri ripristinando la normativa fissata nel 1999 con il decreto legislativo 300, forse è più difficile valutare le conseguenze di questa decisione soprattutto se ci riferiamo alla materia turistica. Il turismo, infatti, era stato spostato, negli ultimi anni, dal Ministero delle Attività produttive alla Presidenza del Consiglio dei ministri presso la quale è stato costituito un apposito Dipartimento per il turismo e la competitività che ha incontrato anche l'approvazione da parte delle Regioni che in virtù delle competenze riconosciute dal federalismo, non accettavano di essere coordinate, per così dire, da un Ministero e preferivano che tale funzione venisse svolta da un organismo di rango superiore quale appunto la Presidenza del Consiglio. Il comma 376, riporta la situazione sotto l'egida ministeriale. Di fronte alla reazione sia degli organi regionali che delle categorie interessate, il legislatore si è reso conto che sarebbe stato un passo indietro inserire la materia turistica nell'ambito ministeriale ed ha ritenuto di provvedere, durante l'iter della legge finanziaria, con il comma 377, a mantenere il turismo presso la Presidenza, rafforzando la posizione del Dipartimento anche in vista delle iniziative connesse al 150 anniversario dell'unità d'Italia, che necessitano di un coordinamento superiore. Il quadro ordinamentale del turismo resta quindi invariato e questo fa ben sperare per il futuro poiché certo un mutamento istituzionale avrebbe provocato un periodo di crisi operativa assolutamente.
Nella legge si possono poi di individuare altre norme che concernono il mercato, alcune agevolazioni per gli operatori e linee di promozione attraverso il chiarimento dei sistemi operativi. Si tratta di misure che potrebbero rilanciare il sistema se si riuscirà a realizzare l'intesa da parte di tutti gli organismi interessati ed è questo l'aspetto più problematico del comparto i cui settori non hanno mai dimostrato forti sinergie; meno che mai si è vista, nel tempo, una collaborazione pubblico-privato, né tanto meno governo centrale-enti locali. Sperando che questa sinergia possa essere attuata esaminiamo i commi 77 e 78 sulle agenzie di viaggio, 193, 194 e 195, sugli interventi a favore del mercato, 196, 197 e 198, sul sistema prezzi, mentre il 199 istituisce il garante per la sorveglianza.
Sulle agenzie di viaggio si dispone che, per l'organizzazione di convegni, congressi e simili possono applicare sia il regime ordinario che quello straordinario di imposta e possono detrarre l'imposta dovuta o versata per i servizi acquistati dai loro fornitori quanto alle operazioni effettuate a diretto vantaggio del cliente. Tale agevolazione è subordinata alla concessione di una deroga ex articolo 395 della direttiva 2006/112/CE, del 28 novembre, da parte dei competenti organi comunitari.
Quanto agli interventi, il comma 193 di dispone che allo scopo di favorire la crescita competitiva dell'offerta del sistema turistico nazionale, definendo ed attuando adeguate strategie per la destagionalizzazione dei flussi, anche ai fini della valorizzazione delle aree sottosviluppate del paese, sono definite, con appositi decreti:
a- le tipologie dei servizi delle imprese turistiche per i quali è necessario individuare caratteristiche omogenee su tutto il territorio nazionale, tenuto conto della capacità ricettiva e della fruizione dei contesti territoriali; b- le modalità di impiego delle risorse che la legge quadro sul turismo del 2001, n. 135, destinò ai buoni vacanza in favore delle fasce sociali più deboli e per destagionalizzare i flussi del turismo balneare, montano e termale.
In quest’ottica, per incentivare lo sviluppo strategico del prodotto turistico nazionale attraverso le economie di scala e il contenimento dei costi di gestione delle imprese di settore, si prevedono regolamenti per definire procedure di accelerazione e semplificazione intese a favorire l'aumento dei flussi turistici e la nascita di nuove imprese. Sarà il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, della Presidenza del consiglio, ad assicurare il supporto tecnico specialistico per i soggetti nazionali e internazionali, che intendono investire in progetti di incremento e riqualificazione del prodotto turistico. A tal fine, il comma 196 prevede che ciascuna Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura rende noto il proprio ufficio prezzi che riceve segnalazioni e verifica le dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e servizi anche attraverso convenzioni stipulate fra le Camere di commercio, i Comuni e la Prefettura, utilizzando modelli convenzionali che potranno essere disciplinati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Il comma 199 dispone infine che presso il Ministero dello sviluppo economico è istituito il Garante per la sorveglianza dei prezzi che agirà anche tramite contatti con l'Istat, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del consiglio avvalendosi del Portale delle imprese, gestito in rete dalle Camere di commercio, che assume il nome di Portale delle imprese dei consumatori e dei prezzi. Come si può facilmente comprendere si tratta di misure apprezzabili che potranno avere effetto solo se, infine, il sistema pubblico, quello privato, le categorie sapranno e vorranno agire concordemente per invertire la tendenza negativa che si manifesta sul mercato turistico italiano che avrebbe le motivazioni e le capacità operative per ritornare ai primi posti dei top ten del turismo mondiale.
[23/01/2008]
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ALITALIA: UNA SCOMMESSA PERSA
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di Ermanno Valori
Ripropongo qui un articolo inviato via fax, in tempi non sospetti (02.09.2004) al Corriere della Sera perché, con l’aggiunta di alcune precisazioni, lo ritengo d’attualità specie ora nella “intricata” fase della vendita dell’Alitalia.
Quando fu fondata mancavano i presupposti perché potesse generare reddito: scarsa educazione dell’italiano medio a viaggiare in aereo, altrettanto scarsa la sua capacità di spesa per un mezzo di trasporto costoso, traffico di business insufficiente e, quello turistico, causa l’allora alta stagionalità, non in grado di assicurare giorni-volo e occupazione delle “poltrone” in percentuale tale da coprire almeno i costi d’esercizio. Terminata la fase pionieristica, da trent’anni a questa parte, il quadro è mutato in positivo e si viaggia, praticamente, durante tutto l’arco dell’anno. Un’accorta gestione, un management illuminato ed un personale meno attento a privilegi (troppi) ottenuti grazie ai sindacati, non doveva portare la Compagnia di bandiera che, solo da poco non ha più il monopolio del traffico interno, ben lontana dalle condizioni fallimentari nelle quali (non da ora), si trova? Cesare Romiti, amministratore delegato di Alitalia fino al 1970 prima di passare alla Fiat, ha dichiarato al Corriere che l’Alitalia dovrebbe rimanere in mano pubblica non esistendo privati in grado di privatizzarla. Di fronte a risultati così negativi, la proposta risulta inaccettabile. Amministratori, dirigenti e impiegati con posto di lavoro garantito dallo Stato, come possono pretendere che un contribuente euroeusausto, possa continuare ad accollarsi perdite delle quali non si intravede, né a medio, né a lungo termine, la fine? Si assumano tutti le relative responsabilità cercando altri ambiti lavorativi e adottino, se necessario, un programma di “downsizing and simplifying” delle loro nuove situazioni, come è successo e succede a tanti altri lavoratori privi di protezioni politiche e sindacali. LA SCOMMESSA ALITALIA era importante per lo sviluppo di un Paese lungo e stretto come l’Italia. La si poteva vincere: così non è stato, ed oggi l’Alitalia, è un lusso che non possiamo più permetterci.
Per averla vissuta come D.G. del TO Airtour Italia S.p.A. con contratto quadriennale per il suo rilancio (anni 71-75) mi battei, con non poche difficoltà, perché il CdA dell’Alitalia accettasse di trasferire la direzione generale di Airtour da Roma a Milano. La motivazione: Milano città fulcro del triangolo industriale-economico del Paese era capace di assicurare traffico aereo di business ed anche turistico per Alitalia che lo perdeva a favore di BOAC, Bea, Air France, LH ed anche Aeroflot che vi attingevano a piene mani. Oggi, come allora, il personale e tutta l’organizzazione Alitalia era incentrata nel quadrilatero Roma-Ostia-Fiumicino-Casalpalocco. Tant’è che la compagnia era costretta a far volare piloti e personale viaggiante da Roma a Milano pur di assicurare le partenze occupando, però, poltrone “vendibili” al pubblico. Il problema Malpensa tanto discusso ora è conseguente al fatto che in quegli anni non si provvide a sviluppare i collegamenti “sia detto per grandi linee”, da Trieste a Torino et relative infrastrutture che avrebbero creato un mercato aereo stabile e in progress. La compagnia carente di programmazione anche sullo sviluppo di altri collegamenti internazionali decise di vendere Airtour a quattro tour operator nazionali decretandone, così, la fine. La decisione come pare di concludere la vendita ad Air France può dare più garanzie di rimettere i bilanci a posto evitando una soluzione “nostrana” che la rimetterebbe in mano a quei sindacati e politici che l’hanno resa un prodotto senza futuro. Se, come ha scritto Giavazzi, sul Corsera, tenerla in vita costa 30 euro per famiglia, al cittadino che voli o no è giunto il momento di, come predicano gli economisti francesi, e non solo, “quand une entreprise est trop déficitaire, il faut l’ârreter”. Questo è quanto avvenuto tardivamente anche per la CIT, vero giocattolo at no cost, per i nostri politici.
[Roma, 15/01/2008]www.cigv.it/valori.html
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Il turismo sostenibile: B.A.A.A.L. e Rotary Club Sud Est
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di Ermanno ValoriIl 14 dicembre al Roma Yacht Club del Lido di Ostia si è tenuto un convegno su un tema quale “il Turismo sostenibile nella Provincia di Roma” organizzato dalla Borsa Archeologica Artistica Agrituristica del Lazio per iniziativa della socia del Rotary Club Roma Sud Est, Ing. Simonetta Bertusi, titolare dello studio Bertusi Progetti, moderato con sapienza da Giuseppe Capo, ex vice presidente CNEL ed esponente importante dello stesso club.Per il Roma SE erano presenti l’attuale presidente avv. Gaspare Santoro, due “past” dott.ssa Santini Paggi, il mago del bollettino mensile, Antonio Cogliandro, ed il socio onorario dr. Ermanno Valori.Il Roma Yacht Club gode, nei confronti di altri Yacht club, certamente altrettanto d’élite nel mondo, di un’ubicazione unica perché situato fra Roma, Ostia Antica e il “fulvo Tevere”.Una curiosità: Ostia Antica, città satellite di Roma, fu il più grande porto dell’antichità e, secondo gli studiosi, sarebbe nata all’imboccatura “ostium” del Tevere nel 4° sec a.C.. Era, quindi, sul mare, mentre oggi ne dista 4 Km causa i detriti portati nei secoli dal fiume. Gli interventi al convegno sono stati molto interessanti perché incentrati sulle misure da prendere per il turismo sostenibile condensate nei dieci punti della “dichiarazione – documento” stilata dalla B.A.A.A.L. con l’invito a sottoscrivere la CARTA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE.La città di Ostia conta oggi circa 300.000 abitanti per i quali i problemi di inquinamento e criminalità sono all’ordine del giorno del sindaco Orneli e del prefetto Mosca, non solo, ma dell’Assessore della Cultura Alessandro Onorato (XIII Municipio) che al Convegno ha dato un grande contributo di proposte operative.Presenza gradita quella dell’Ing. Bertusi-padre che è parimenti intervenuto e di Ubaldo Ranucci noto “barcarolo tiberino”. Chi volesse approfondire l’argomento sul turismo sostenibile può leggere su http://www.skalitalia.it/ le indicazioni che scaturiranno dal 2° “International Forum on Sustainable Tourism” che si terrà a Milano il prossimo febbraio in occasione della Bit.Ostia necessita, quindi, di misure adeguate per la migliore qualificazione della città stessa anche ai fini di una sua internazionalizzazione.Un concorso di idee e progetto esecutivo farà parte dell’attività della B.A.A.A.L.. [Roma, 15/01/2008] www.cigv.it/valori.html
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Iniziative per lo sviluppo e la competitività del turismo
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di Antonio Sereno
Mentre sulla stampa si leggono voci contraddittorie in merito all'andamento dei flussi turistici, sia il Parlamento che il Governo prospettano l'esigenza di superare le antiche frammentazioni delle categorie e rivolgono agli enti locali l’invito a fare sistema ai fini di un'azione di programmazione coordinata e di promozione del mercato e del paese.
In quest'ottica si sta muovendo il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, presso la Presidenza del consiglio dei ministri di cui desideriamo segnalare le attività più importanti per la promozione turistica: A) piano triennale di spesa finalizzato allo sviluppo del turismo per gli anni 2007. 2008 e 2009; B) utilizzo dei fondi comunitari strutturali; C) celebrazioni per il 150mo anniversario dell'unità d'Italia. Si tratta di tre iniziative nelle quali il governo prende il timone della promozione in nome di una superiore esigenza di programmazione.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 2007. n.158, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 settembre, viene varato il regolamento per gli interventi a sostegno del settore turistico, previsti dalla legge quadro, per il cofinanziamento dei sistemi turistici locali e finanziati dalla legge 296, del 2006, che ha stanziato 10 milioni di euro all'anno per il 2007, 2008 e 2009.
Con il regolamento l'intervento entra nella fase attiva e dispone che le domande di finanziamento per l'anno corrente vengano presentate entro 45 giorni a decorrere dal 13 ottobre; dovranno essere esaminate dal Dipartimento nei successivi 45 giorni ai fini dell'accoglimento o del rigetto. Le domande per il 2008 e 2009 vanno inoltrate entro gennaio dell’anno di riferimento.
Il regolamento prevede che sono ammessi al finanziamento, fino a un massimo del 90% della spesa, programmi relativi a:
1) interventi strutturali, infrastrutturali e di creazione di servizi; 2) interventi di qualificazione e riqualificazione delle risorse professionali; 3) interventi integrati a favore dello sviluppo competitivo del settore e della promozione del prodotto turistico.
L'erogazione del contributo sarà effettuata per il 20% a titolo di anticipazione contestualmente al decreto di assegnazione delle risorse; per il 60% alla comunicazione dell'inizio lavori e per il residuo 20% al termine dei lavori dà accertarsi da parte del Dipartimento il quale effettuerà anche il monitoraggio dell'andamento dei programmi
Si prevede che i programmi debbano avere inizio entro 90 giorni dalla data del decreto di assegnazione delle risorse e dovranno essere completati entro i 24 mesi successivi.
Un’ ulteriore importante azione è quella dell'utilizzo dei fondi comunitari strutturali destinati ad aumentare in maniera sostenibile la competitività internazionale delle destinazioni turistiche italiane nel quadro strategico nazionale per cui il settore potrà avere un ulteriore imput dai fondi dell' Unione europea.
In occasione del prossimo al 150 anniversario dell'unità d'Italia, il Decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 24 aprile 2007, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 maggio, dispone la istituzione di un Comitato per la pianificazione, la preparazione e l'organizzazione degli interventi connessi alle celebrazioni in raccordo con le amministrazioni regionali e locali; Comitato composto dal Vice presidente del consiglio dei ministri e Ministro per i beni e le attività culturali, che lo presiede e dai Ministri dell'economia delle finanze, delle infrastrutture e per gli affari regionali.
Il Comitato ha i seguenti compiti: a) promozione delle attività organizzative di competenza di altre istituzioni avviando rapporti con enti e organizzazioni coinvolti nelle celebrazioni; b) predisposizione del programma delle manifestazioni celebrative di carattere nazionale; c) promozione e diffusione a livello nazionale e internazionale, degli eventi connessi alle celebrazioni; d) pianificazione di selezionati interventi infrastrutturali volti alla realizzazione e al completamento di opere di rilevante interesse culturale e scientifico; e) predisposizione del piano degli interventi finanziari statali.
Il Dipartimento ha ritenuto opportuna l'istituzione di questo organismo nella considerazione che gli interventi connessi alle celebrazioni dell'anniversario riguardano l'organizzazione di mostre, convegni e manifestazioni, il miglioramento complessivo delle capacità organizzative ricettive nei centri interessati, spettacoli e iniziative connesse all'evento nonchè la realizzazione e il completamento di infrastrutture di rilevante carattere culturale e scientifico, con particolare attenzione alle città di Roma, Torino e Firenze, per cui l'esigenza di un coordinamento appare utile per una maggiore visibilità dell'Italia. È da notare che il Comitato non comporta alcun onere finanziario aggiuntivo per le finanze statali.
Nell'immediato futuro, quindi, ci si dovrebbe attendere una ripresa del turismo italiano a fronte di una maggiore, diffusa, e coordinata attività di promozione con iniziative che spaziano dall'arte, alla cultura, allo spettacolo alle quali si spera che non manchino i supporti necessari relativi ai trasporti aerei, marittimi e terrestri insieme alla necessaria partecipazione degli enti locali.
[Roma, 13/10/2007]
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Dipartimento del turismo e il nuovo corso di Enit-Agenzia
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La conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi ha avuto come principale obiettivo quello di valutare il lavoro fatto dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, nei primi otto mesi della sua attività, e quello svolto da Enit-Agenzia. Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, ha parlato di tre obiettivi principali: puntare sulle attività del dipartimento, presentare i risultati acquisiti e gli obiettivi di Enit e parlare dei del nuovo Osservatorio nazionale del Turismo “che potrà offrire un quadro analitico serio e credibile sul sistema produttivo italiano per recuperare la competitività del settore”. Entro la prima settimana di settembre l'Osservatorio dovrebbe definire, su base scientifica, gli stanziamenti della Finanziaria per le città d’arte, Venezia Firenze e Roma, per ottenere incentivi in rispetto al grande numero di turisti mordi e fuggi nell'utilizzo di beni e servizi. Positiva risulta essere la tendenza della stagione in corso. Secondo i dati ottenuti, però, ancora con i parametri tradizionali, circa 25 milioni di italiani andranno in vacanza in Italia mentre circa 5 milioni andranno all'estero. Per i ceti medio bassi si rileva un accorciamento della durata delle vacanze ed una preferenza dell'Italia rispetto all'estero. Tiene il turismo balneare, “la cui ammiraglia”, ha detto Rutelli, “è la Riviera romagnola”, quale fattore principale del turismo italiano mentre continua la grossa crescita delle città d'arte. Confermate le difficoltà del turismo montano che è al centro però della riqualificazione del turismo italiano dovute anche all'incredibile competizione di altre destinazioni alpine – quali la Svizzera e la Spagna - che puntano sull’offerta di nuovi servizi non tradizionali quali terme e divertimenti acquatici. L’accessibilità del territorio, ha proseguito Rutelli, è fondamentale così come i ritardi e le carenze delle infrastrutture. Tre i problemi principali: l’Italia ha meno voli e pacchetti low cost di altri paesi, troppi gli aeroporti scollegati tra loro e che non raggiungono la massa critica e la crisi del vettore nazionale. Alitalia non può diventare un vettore regionale a servizio di un altro vettore ma rimanere nazionale e pronto ad intercettare i flussi del mercato aereo mondiale che, secondo le previsioni della Banca Mondiale, crescono di un +3% l’anno per arrivare, entro il 2011, a 1 miliardo e 600 milioni. Investimenti massicci previsti per FS ed un potenziamento dell’attività portuale e miglioramenti alla viabilità in genere. Tra le attività principali svolte dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, l’attuazione della legge finanziaria 2007 per gli itinerari storici, culturali e religiosi, il miglioramento dell’offerta turistico-ricettiva e la promozione del turismo eco-compatibile, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali attraverso un Programma interregionale 2007-2013, le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e la Carta dei diritti del turista. Tra le principali novità dell’Enit il Piano Esecutivo per rilanciare, con un investimento di 28 milioni di euro, la promozione di mare, cultura, natura, congressi e terme-benessere, attraverso azioni di marketing strategiche volte a b2b, al prodotto e alla promozione su mercati innovativi. Con la nuova organizzazione dell’Agenzia, più integrata e strutturata sia in Italia sia all’estero, che verrà sottoposta ai sindacati e all’approvazione del vicepresidente del Consiglio Rutelli, l’Enit verrà suddiviso in Area Marketing e Area Amministrazione, “soprattutto per raggiungere”, ha detto il presidente Paolucci, “tutti i mercati tradizionali ed emergenti, tra cui India, Cina, Brasile, Corea, Australia ed Emirati Arabi che producono outgoing. I mercati emergenti che producono già 140 milioni di viaggiatori, arriveranno a 350 milioni nel 2010”.
[31/07/07 Lea Valori]
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Il Nodo
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di Aldo Agosteo
L’attuale fase di rilancio del turismo italiano, portata avanti con decisione dal Governo, ha ottenuto confortanti risultati, anche grazie alla collaborazione prestata – sia pure talvolta ”obtorto collo” – dalle Regioni, le quali, pur protestando contro alcune decisioni tendenti a riportare al centro alcuni momenti decisionali della politica turistica, hanno, di fatto, accettato la costituzione del Comitato Nazionale del Turismo, la riedizione della Direzione Generale del Turismo alle dipendenze della Presidenza del Consiglio, la riforma dell’ENIT ed altri provvedimenti contro i quali sinora le Regioni stesse avevano presentato ricorsi alla Corte Costituzionale, regolarmente accolti in quanto la Costituzione assegna alla Regione la competenza legislativa ESCLUSIVA in materia di turismo.
Per la verità anche stavolta sono pendenti alla Corte alcuni ricorsi che, tuttavia, non hanno impedito al Governo di proseguire nel nuovo corso intrapreso, con la concreta partecipazione delle Regioni.
Sinora il conflitto di competenza Stato/Regioni ha di fatto impedito il coordinamento delle iniziative regionali, contribuendo così, insieme alle altre cause che ben conosciamo, alla mancata crescita del nostro turismo, retrocesso al quinto posto delle graduatorie mondiali. Per oltre un trentennio l’intervento dello Stato è fallito: le due leggi quadro (del 1983 e del 2001) rimasero praticamente inefficaci anche in seguito alle sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.
A cosa si deve questo nuovo atteggiamento (se reale….) se non forse, al fatto che il colore politico del Governo e quello della maggior parte delle Regioni è attualmente lo stesso? Se così fosse il nostro compiacimento sarebbe piuttosto contenuto, nella convinzione che la “guerra” tra Stato e Regioni riprenderebbe inesorabile, al mutare delle condizioni politiche, così come è avvenuto dal 1970 in poi.
Perché il nodo è lì, in quell’art.117 della Costituzione che include “il turismo e l’industria alberghiera” tra le materie nelle quali “le Regioni emanano norme legislative”. Si tratta, dunque di superare un conflitto che, a parere nostro, trova origine in un parziale “errore” dei Padri Costituenti che assegnarono il “turismo e l’industria alberghiera” alle Regioni, nella convinzione di conferire loro una materia di rilevanza del tutto locale. Ne è la riprova quanto si legge negli Atti dell’Assemblea Costituente o, meglio della Commissione dei 75 che predispose il Testo della Carta.
Riportandoci a quegli anni dobbiamo ricordare che l’introduzione nel nostro ordinamento di Enti locali provvisti di potestà legislative incontrò forti opposizioni in una parte non trascurabile dell’opinione pubblica e del Parlamento, che vedeva nelle istituende Regioni un grave pericolo per l’unità nazionale oltre che un costo eccessivo.
Per tranquillizzare gli oppositori, l’on. Ambrosini, Presidente della Commissione dei 75, illustrando l’art.117, riferì testualmente, nella sua relazione, “che la potestà legislativa attribuita alla Regione non intacca né diminuisce in alcun modo la potestà superiore e l’interesse generale dello Stato, non solo per la ristrettezza delle materie e per la loro importanza meramente locale ma anche per i limiti di portata più generale che si pongono all’esercizio di siffatta potestà legislativa….” Seguirono lunghe discussioni sui limiti da porre alla dimensione che la potestà legislativa regionale avrebbe dovuto avere, si parlò di legislazione esclusiva. o concorrente o integrativa per concordare poi la dizione definitivamente approvata che prevede l’esercizio della potestà legislativa nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato.
Questa impostazione, sufficientemente valida per la maggior parte delle materie elencate nell’art.117, apparve discutibile riguardo all’agricoltura e le foreste e, per l’appunto, al turismo, materie indubbiamente aventi una chiara valenza nazionale. Tuttavia le Regioni, sulla base del dettato costituzionale, anche per queste materie rivendicarono la propria competenza provocando un referendum abrogativo, che decretò la soppressione di entrambi i Ministeri interessati.
Il Parlamento pertanto abolì sia il Ministero del Turismo che quello dell’Agricultura. Subito dopo, però, ricreò il Ministero delle Politiche Agricole soprattutto perché a Bruxelles era necessario un interlocutore statale per discutere degli incentivi comunitari alla politica agricola della UE, mentre quello del Turismo per il quale non c’era questa esigenza, fu abbandonato alla sua sorte, e al suo posto rimase una Direzione generale, vagante da un Ministero all’altro, senza effettivi poteri.
Lo Stato ha tentato di svolgere quella funzione di coordinamento che gli è propria con l’emanazione di una prima legge quadro nel 1983, rimasta perfino inapplicata da alcune Regioni, almeno nella parte relativa al riordinamento degli enti turistici subregionali tuttora in discussione e una seconda nel 2001, parte della quale è stata bocciata dal Consiglio di Stato.
Infine, nel 2003, in fine di legislatura, nell’intento di dare attuazione alla trasformazione dello Stato in senso federalista, il Parlamento modificò il Titolo V della Costituzione e quindi l’art. 117 introducendo per alcune materie, tra le quali la valorizzazione dei beni culturali e ambientali e la promozione e organizzazione di attività culturali e perfino l’ordinamento sportivo regionale, la forma di competenza legislativa concorrente di Stato e Regioni, mentre il turismo passava alla legislazione esclusiva delle Regioni, escludendo i vincoli ed ogni potestà di coordinamento ed intervento anche finanziario tanto da determinare il ricorso alla Corte contro i recenti stanziamenti a favore del settore.
Stavolta, quindi, fu la volontà esplicita del Parlamento a confermare uno stato di fatto che aveva causato, per oltre un trentennio, un conflitto insanabile costellato di sentenze della Corte Costituzionale, favorevoli a volte all’una o all’altra parte, ma che, in sostanza si tradusse nell’assenza di qualsiasi coordinamento delle iniziative regionali, talvolta concorrenti tra loro, e in un sostanziale immobilismo legislativo del settore su argomenti d’interesse nazionale come la classifica alberghiera, l’ordinamento delle professioni turistiche ecc.
Naturalmente le cause della mancata crescita del nostro turismo – contrapposta ai grandi progressi dei Paesi concorrenti come la Francia e la Spagna – sono molte e non tutte, certo, riconducibili all’incertezza del nostro quadro istituzionale. Basterebbe pensare al danno causato dalla mancanza di un osservatorio nazionale che avrebbe potuto seguire le trasformazioni avvenute nel campo della ricettività (con le nuove forme del B&B, degli alberghi diffusi) o nel settore dei trasporti con la grande diffusione dei voli low cost.
La sostanziale impotenza dell’Amministrazione Centrale di esercitare i propri poteri si deve, secondo noi, anche al complicato strumento attraverso il quale, in base all’attuale quadro istituzionale, il coordinamento deve concretarsi – la Conferenza Stato/Regioni - dove la volontà delle Regioni finisce per avere la meglio. Ma v’é di piu’. Presso la Conferenza non esiste, come per le altre materie, un Comitato permanente che studi e segua il settore per cui il turismo viene trattato sporadicamente e frettolosamente sull’onda di emergenze o situazioni critiche di ordine locale.
La svolta verificatasi nell’atteggiamento governativo avvenne quando, a seguito dei disastrosi risultati delle annate 2002/2003, una allarmata campagna di stampa (finalmente!) convinse il precedente Governo, in fine legislatura, ad adottare alcuni provvedimenti (l’istituzione di un Consiglio Nazionale del Turismo, la riforma dell’Enit ecc.) subito contestati dalle Regioni, che hanno lamentato la situazione paritaria con il governo in seno al consiglio nazionale ed hanno ottenuto una modifica che conferisce la maggioranza ai membri degli enti locali per cui anche in questo nuovo organismo, denominato cabina di regia della politica turistica, la regia sarà regionale.
Con l’attuale Governo, infine, si è aperta la nuova fase politica, caratterizzata dall’impegno profuso dal Vice-Presidente Rutelli che ha avuto il merito di ridestare intorno al turismo l’attenzione dell’opinione pubblica. La novità che, secondo noi, va rilevata nel suo giusto significato, è che per la prima volta un membro del Governo, l’on. Mantini, Presidente dell’Osservatorio turistico della Camera dei Deputati, ha evidenziato l’esigenza che il turismo – quanto meno - divenga materia di legislazione concorrente tra Stato e Regione, affermazione che, correlata alle ripetute affermazioni dell’on. Rutelli, sulla necessità di fare squadra per attuare una vera politica turistica ci fa sperare un futuro adeguato alle potenzialità effettive del nostro turismo.
Obbiettivi, questi, irrinunciabili ma perseguibili attraverso una riforma costituzionale dell’art.117, con l’attribuzione allo Stato della politica turistica nel quadro della programmazione economica nazionale e dei rapporti internazionali e, alla legislazione concorrente di Stato e Regioni la valorizzazione del territorio e la politica di accoglienza. Ciò nell’interesse delle stesse Regioni, la cui opera, non solo è indispensabile ma necessaria.
Non è certo facile ottenere l’attenzione del Parlamento ad una questione del genere, ma non dev’essere esclusa in partenza. Dopo tutto correzioni alla Carta sono state fatte in passato senza problemi. L’interesse nazionale dovrebbe prevalere su ogni difficoltà.
[01/07/2007]
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Professioni Turistiche: Liberalizzazione
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di Antonio Sereno
L'articolo 10 della legge 2 aprile 2007, n. 40, recante "misure urgenti per la liberalizzazione di alcune attività economiche" disciplina l'attività della guida e dell'accompagnatore turistico nel quadro del riordinamento delle attività professionali.
La norma interviene nel vuoto dell'ordinamento statale per quel che concerne le professioni del turismo, attualmente regolate soltanto da leggi regionali che tra l'altro penalizzano i cittadini italiani e non hanno alcun raccordo con la concorrente normativa europea tanto che l'Unione ha avviato contro l'Italia un procedimento di infrazione proprio per l'attività delle guide turistiche ostacolata dalla esigenza di una autorizzazione all'esercizio dell'attività non calendarizzato in alcuna Regione per cui il concreto esercizio viene pesantemente ostacolato anche con la richiesta, illegittima, dell'obbligo di residenza presso il Comune nel quale si intende sostenere l'esame.
Questi problemi sembrano rimossi con l'articolo 10 della nuova legge poichè chiaramente dice che le attività di guida e accompagnatore non possono essere subordinate all'obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e ai requisiti di residenza.
C'è da considerare, infatti, la circostanza che molte Regioni avevano inserito anche il numero chiuso tra i parametri per il rilascio di nuove autorizzazioni che di fatto non potevano essere concesse. La legge, tuttavia, continua a fare riferimento alle Regioni; recita "fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale previsti dalle normative regionali".
Se ne deduce che la liberalizzazione resta bloccata sulla soglia degli enti locali per i quali non è stabilito alcun obbligo per adeguare le loro leggi ai nuovi canoni.
C'è da ritenere, anzi, che le Regioni non siano pronte a collaborare in una materia che da tempo ritengono di esclusiva competenza per cui rimane intatta la problematica di fondo.
Al riguardo va aggiunto che si aprono nuovi scenari che, invece di chiarire il mercato delle professioni, lo rendono più confuso: l'articolo 10 prosegue affermando che i laureati in lettere con indirizzo in storia dell'arte, archeologia o titolo equipollente, possono senz'altro svolgere l'attività di guida turistica salva la previa verifica delle conoscenze linguistiche e del territorio di riferimento entrando in contraddizione con la disposizione secondo la quale i predetti soggetti non dovranno svolgere alcun esame o prove selettive per cui non si comprende quando, dove e presso quale autorità si potrà verificare la conoscenza linguistica e quella del territorio.
La norma prosegue autorizzando i cittadini dell' Unione europea abilitati nel loro paese all’attività di guida turistica ad operare in Italia senza alcuna autorizzazione né abilitazione, sia essa generale o specifica.
Si dimentica che la guida francese sarà sicuramente preparata nell'ambito del proprio territorio ma con tutta certezza, non ha conoscenza della storia dell'arte italiana e meno che mai dei particolari siti archeologici, museali, architettonici di un paese diverso per cui questa norma di fatto azzera la qualità del servizio prestato.
La situazione è ancora più seria se consideriamo che presso alcuni paesi dell' Unione europea, il corso di studi per l’esercizio dell’attività di guida può essere anche quello seguito dall'acconciatore, ovvero dal parrucchiere per signora, per cui davvero l'articolo 10 appare assolutamente sconfortante sotto il profilo della qualità del servizio e sotto il profilo delle problematiche che avrebbe dovuto risolvere e che invece peggiorano.
V’è di più: la norma sancisce che il titolare di laurea o di diploma universitario in turismo o titolo equipollente, può svolgere l'attività di accompagnatore turistico e ancora una volta si contraddice affermando: "previa verifica delle conoscenze specifiche quando non siano state oggetto del corso di studi", omettendo di indicare come, dove e quando effettuare tale verifica.
Infine la norma precisa che per migliorare la qualità dell'offerta del servizio in relazione a specifici territori o contesti tematici, le Regioni promuovono sistemi di accreditamento non vincolanti delle guide turistiche specializzate in particolari siti, località e settori, dimenticando che la guida specializzata è una figura sconosciuta nell'ordinamento regionale e nella normativa statale poiché come vedremo, attualmente le professioni turistiche, a parte l'articolo 10, non hanno alcuna regolamentazione da parte dello Stato italiano.
Sembra quindi opportuno tracciare un breve profilo della situazione normativa per meglio valutare i problemi sollevati dall'articolo 10.
Partiamo dalla Corte di Cassazione che ha, recentemente, ratificato la pronuncia del giudice di pace di Venezia, pubblicata il 27 dicembre del 2001, con la quale il magistrato ha accolto il ricorso di una guida turistica tedesca e della sua Agenzia di viaggi, contro il Comune di Venezia i cui vigili avevano ritenuto di elevare contravvenzione al cittadino tedesco perché esercitava l’attività senza essere munito della necessaria autorizzazione ai sensi della normativa regionale.
La guida tedesca , infatti, come si legge nel verbale, "svolgeva l’attività accompagnando un gruppo di circa 25 turisti, soffermandosi più volte durante il percorso, in particolare di fronte alla basilica di S. Marco e all’interno della stessa".
Risulta evidente l’infrazione poiché la guida è entrata all’interno di un sito che la stessa Unione Europea riserverebbe "alle guide specializzate".
La basilica di S. Marco, tra l’altro, sembra sia illustrabile previo permesso speciale dell’autorità ecclesiastica, per cui la guida avrebbe commesso infrazione nei confronti della legge italiana e della normativa canonica.
Sembrerebbe di poter affermare quindi che il giudice ha trascurato questa circostanza così importante, affermando che la normativa europea si applica automaticamente in Italia, anche senza procedura di recepimento e, se vi sono norme contrastanti, come quelle regionali, queste devono essere automaticamente disapplicate.
Con l’art. 10 questo principio diviene dirompente. La Corte di Cassazione ha affermato, tra l’altro, che la disciplina delle guide turistiche sarebbe tuttora sottoposta all’Art. 123, Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 e all’Art. 11 della Legge Quadro sul turismo 17 maggio 1983, n. 217, riferimenti assolutamente incongrui.
Si tratta di una svista che non sorprende: il Consiglio di Stato ha affermato l’inesistenza degli Albi professionali delle guide turistiche, sostenendo che l’attività delle guide è rivolta unicamente ai turisti ed è regolata dall’Art. 123 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Tali affermazioni sono contenute nel parere a seguito del quale è stato annullato il Decreto 13 settembre 2002, che, in attuazione della nuova Legge Quadro sul turismo, n. 135, del 2001, detta le norme di attuazione che le Regioni avrebbero dovuto porre in essere per la disciplina delle professioni turistiche.
Ora è vero che il Consiglio ha giustamente censurato la norma che consisteva in una mera delega in bianco, priva di contenuti, tuttavia ha dimenticato:
a) che vi sono Albi Regionali; b) che l’attività delle guide si rivolge a turisti e cittadini; c) che l’Art. 123 del Testo Unico di pubblica sicurezza è stato abrogato nel 1998.
Al di là di queste manchevolezze il parere è estremamente importante perché ha sostenuto che il Governo non può ignorare la necessità di definire i requisiti e le modalità di esercizio, su tutto il territorio nazionale, delle professioni turistiche e che non può trascurare l’esigenza di dettare precisi criteri per l’espletamento degli esami di abilitazione.
Il Consiglio ritiene che, pur nella vigenza del regime federalista, l’Autorità centrale non può prescindere dalla tutela della pubblica fede e dalla omogeneità normativa quale garanzia della professionalità degli operatori, perché si tratta di tutelare l’immagine dell’Italia verso il resto del mondo.
La pronuncia del Consiglio, recepita con D.P.R. 27 aprile 2004, impone al Governo di intervenire per regolamentare le professioni, creare gli albi nazionali e dare dignità a tutti coloro che operano in questo campo, esigenza rappresentata anche dal Parlamento europeo.
Di fronte a questo quadro normativo sembra che l'articolo 10 sia assolutamente carente, anzi, in contrasto con le indicazioni fornite dal Consiglio di Stato in merito all'esigenza di intervenire per fissare principi omogenei per l'accesso alle professioni turistiche.
Il Governo ha disatteso l'invito dell'organo di consulenza, astenendosi dal regolamentare la materia lasciata all'arbitrio di norme regionali che, qualora fossero tempestive, potrebbero presentare notevoli difformità così come succede anche ora.
Inoltre l'articolo 10 concerne due professioni soltanto, la guida e l’accompagnatore; non si fa alcun cenno ad esempio di un'altra attività importantissima che non ha neppure una regolamentazione da parte degli enti locali se non occasionale e contraddittoria: il direttore d'albergo attende da anni una qualificazione della sua attività senza riuscire a trovarla e questo non è certamente degno di un paese che si vanta di avere nel turismo una delle principali risorse economico sociali e la cui ricettività è seconda nel mondo dopo gli USA.
Possiamo quindi affermare che, purtroppo, l'articolo 10 non contribuisce a chiarire i meccanismi del mercato professionale turistico tanto più che questo deve rispondere anche a precise normative dell'Unione europea; c'è infatti da registrare che é stato avviato un procedimento d’infrazione contro l’Italia poiché la Commissione, ritornando sulle decisioni del 91, ritiene legittima la riserva a favore delle guide autorizzate, solo con riferimento all’ingresso nei musei e siti archeologici, per cui dovrebbe essere riformulato l’elenco formulato dalle Regioni nel 95, ed individuata al più presto, nell'ordinamento italiano, la figura della guida specializzata presso siti particolari a livello archeologico, museale, storico ed architettonico, figura questa che potrebbe salvaguardare le guide italiane.
[24/05/2007]
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Impresa e Marketing del Turismo: analisi e prospettive future
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Facoltà di Economia, La Sapienza Roma - intervento di E. Valori
di Ermanno Valori
Il tema propostomi: “Impresa e Marketing del Turismo: analisi e prospettive future", lo svolgerò seguendo il filone della mia attività nel turismo al quale sono approdato non per vocazione, ma a causa di una svolta determinata dalla mia tesi di laurea che ha avuto l'onore di diventare un libro! Un libro al quale l'istituto di geografia economica della facoltà di economia dell'università di Roma ha dato il suo patrocinio con prefazione dell’allora rettore professor Ferdinando Milone. Colture e allevamento nella Svizzera, tale è il titolo, è stato frutto di ricerche condotte in loco non solo visitando il paese, ma consultando autorità centrali, istituti di economia agraria attinenti le coltivazioni e la federazione svizzera dell'allevamento delle varie razze di mucche da latte quali la bruna alpina e la rossa! Di grande aiuto nelle mie ricerche furono i colloqui che ebbi a Roma con l'allora direttore generale della FAO lo svizzero professor Traugott Wahlen autore del famoso piano di estensione delle culture e allevamenti voluto dal Consiglio Federale per superare la carestia determinata dalla prima guerra mondiale (1939-1945). La Svizzera per situazione geografica, forme, e povertà di suolo, in difetto di approvvigionamenti dall'estero, poteva nutrire solo la metà della popolazione. Un argomento così specifico non poteva che avere un parco lettori modesto e necessitava, pertanto, di azioni di marketing ben mirate. Il libro tuttora reperibile presso le biblioteche di Bellinzona e Lugano e altre approdò anche in Germania al dipartimento industria agricola e turismo della nostra Ambasciata a Bonn! L'ambasciata, su richiesta della direzione generale della CIT di Roma, era impegnata nel cercare un elemento che riuscisse a fare chiarezza amministrativa con le tre filiali della città in Germania (Monaco, Francoforte e Colonia). Accettai l'incarico trasferendomi a Monaco di Baviera. Successivamente venni promosso direttore dell'ufficio centrale di Francoforte in prima linea per sviluppare il prodotto turistico nel suo complesso. Uno fra i tanti, che merita di essere ricordato riguardò i treni speciali Primavera Siciliana (Amburgo-Taormina-Palermo) e il Riviera Express (Genova-Alassio-Bordighera e Sanremo) con possibilità di soggiorni settimanali negli alberghi. Fu un modo per collaborare con molte agenzie di viaggi tedesche. Poco prima del termine del mio quinquennio di CIT-Germania arrivò a Francoforte il primo funzionario della LAI (Linee aeree Italiane. Nel 1957 era avvenuta infatti la fusione fra ALITALIA, LAI, SAM, ITAVIA ed ELIVIE. Ricordo che l’ALITALIA, di proprietà IRI, è stata fondata a Roma nel 1946. Philip Kotler, uno degli autori più importanti di marketing, ha scritto: basta un giorno per imparare il marketing. Purtroppo occorre una vita per riuscire a metterlo in pratica! Per maggiore chiarezza, ritengo utile segnalarvi, tra le tante definizioni di marketing, quella che appresi in occasione di un incontro di lavoro negli Stati Uniti con l'American Management Association: "il marketing consiste nella esecuzione delle attività economiche che dirigono il flusso dei beni e servizi dal produttore al consumatore". Nel 1958 ebbi una chiamata dalla SNT Fratelli Gondrand che aveva aperto, a latere delle attività di trasporto, alcune agenzie di viaggi ed era intenzionata a meglio coordinarne e svilupparne l'attività. Appena realizzate le prime misure organizzative, venni spedito negli Stati Uniti, essendo la Gondrand interessata all'incipiente traffico dei container. Visitai gran parte delle attrezzature aeroportuali dei vari Stati, con una permanenza in loco di quasi un anno e molte “incombenze”. Rientrato in Italia venni incaricato di aprire il decimo ufficio Gondrand Turismo in occasione delle celebrazioni del primo centenario dell‘Unità d'Italia (1961). “Homo novus” in una città tutta Fiat valutai immediatamente che il turismo non aveva corso legale. Ottenni dalle autorità cittadine, dopo una lunga opera di convincimento, di presentare al congresso di Lisbona (’63) la candidatura di Torino quale sede per il successivo anno del congresso mondiale della Federazione Internazionale delle Agenzie di Viaggio. Ottenute tutte le credenziali, mi battei per far prevalere Torino su altre candidature. Ebbi successo così dal 21 al 28 ottobre 1964 Torino fu sede del trentottesimo congresso FIAV cui parteciparono molti operatori turistici di tutto il mondo. Anni dopo, la Gondrand prese altri orientamenti così passai, in qualità di direttore generale ad un tour operator emergente, Francorosso. Negli anni 1967-71, per preparare nuovi “prodotti”, viaggiai moltissimo in Asia da Ceylon (ora Sri Lanka) all'India al Giappone, alle Filippine nonché in Africa e nord e sud America. Francorosso International è divenuto il più famoso tra i tour operator italiani. Forte del principio di "targa" francese che "un voyage ne s’improvvise pas, s’organise" i miei viaggi costituirono uno studio a tutto tondo dei vari paesi per mettere a fuoco itinerari, il complesso dei servizi alberghieri di trasporto con accordi diretti con operatori locali da me giudicati affidabili. Il principio di marketing di produrre ciò che si è in grado di vendere, fu la guide-line di un'attività che allargò, qualificandolo, il parco clienti. Una chiamata, la quarta della mia carriera, mi venne dall'ALITALIA, in qualità di direttore generale del suo tour operator AIRTOUR ITALIA SPA che la compagnia aerea era intenzionata a valorizzare. Operammo catene charter di medio raggio nel Mediterraneo (le prime low cost) – in particolare verso Grecia e Tunisia - e le più impegnative sul Kenya. Grande battaglia sostenni con implicazioni varie, anche personali, quando ottenni dal consiglio d'amministrazione di trasferire la sede dell’Airtour da Roma a Milano dove c'era e c'è il mercato principale per un tour operator. L'Alitalia cedette poi il pacchetto azionario di Airtour a quattro principali agenzie di viaggi e così lasciai la società. Un incidente di percorso fu costituito dalla copertina del catalogo inverno 1973/1974 giudicata non idonea. Grave minaccia al direttore generale di ritirare tutti i cataloghi a sue spese, poi rientrata a seguito di adeguati chiarimenti. DIE ZUKUNFT IST WEIBLICH era l’immagine-messaggio. Mi dedicai allora a tenere lezioni alla Bocconi, corsi di formazione per enti pubblici e privati nonché alla scrittura del mio libro "IL TURISMO E I SUOI OPERATORI"! - consultabile alla Biblioteca nazionale (semel professor, semper professor). Mi aspettava un'altra impresa: avviare ACITOUR, il tour operator dell'Automobile Club d'Italia intenzionato a sviluppare un settore viaggi e turismo, forte della capillare presenza su tutto il territorio italiano con oltre 100 uffici provinciali e importanti legami con "i confratelli esteri". La mia collaborazione ebbe fasi alterne, ma è continuata poi, sotto altre forme, per più di 20 anni. Perla di prima grandezza fu l'organizzazione di ITALIA NO PROBLEMS un vademecum, nelle cinque lingue europee più il giapponese, voluto dall'allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo per informazione e assistenza ai turisti stranieri in viaggio verso e in Italia! Ne furono stampate circa 11 milioni di copie. Otto centrali telefoniche ACI 116, dotate di personale plurilingue da me istruito ad hoc, ha contribuito a risolvere problemi di traffico e no. Le 5000 tenenze dei carabinieri, tutte le ambasciate e consolati presenti in Italia e la Farnesina furono dotate di copie di ITALIA NO PROBLEMS. Molte ne conservano ancora alcune. Il principio ispiratore dell’operazione fu che un turista/viaggiatore “INFORMATO” grava meno sulle istituzioni e risulta più soddisfatto del suo viaggio o soggiorno in Italia. A latere sono tornato a occuparmi di libri scrivendo testi di varie guide (cinque volumi della guida turistica cartografica delle province e la Grande Guida dell'Europa (dal Portogallo agli Urali) per conto Aci più il Manuale dell'Industria Alberghiera per conto del Touring Club italiano. Prima di concludere, passo un messaggio ai giovani, lo stesso ex lezione alla Bocconi. Se è vero che un'ordinata vita sociale si apprende sui banchi della scuola, vorrei che gli insegnanti e i docenti in genere, non spegnessero i sogni di tanti giovani, ma, neppure, ove riconosciuti fuori dalla realtà socio-economica, li alimentassero e, soprattutto, pur con un serio richiamo a maggior serietà e severità di intenti, li spronassero a maggiormente apprezzare la cultura e il "bene comune" per salvare, per quanto possibile, "La qualità della vita", comunque abbia configurarsi e politicamente a realizzarsi, nel futuro, il loro impegno ideologico e di lavoro. PUR PARLANDO QUASI DI ARCHEOLOGIA DEL TURISMO (il mio libro è datato 1953) non posso logicamente sottrarmi a una riflessione di attualità. Il processo di globalizzazione dell'economia, risale a poco più di 30 anni fa. Singapore, Corea del sud, TAIWAN e l'INDONESIA rappresentavano, nella distribuzione del commercio internazionale, una percentuale irrilevante. La Cina aveva un'economia "sovietica" e il partner maggiore dell'INDIA era l’Urss. Oggi il tasso di sviluppo dell'economia cinese supera ogni anno il 10% e ciascuno di questi paesi è un MERCATO in grado di assorbire quote crescenti di merci provenienti dall'Europa e dalle Americhe. Si calcola, ad esempio, che in India esistano ormai oltre 150 milioni di consumatori desiderosi di imitare le abitudini di vita delle società affluenti. GLOBALIZZAZIONE NON È SOLTANTO UN IDEALE NELLO SPIRITO DEI GRANDI ECONOMISTI LIBERALI: È UNA STRAORDINARIA OCCASIONE DI SVILUPPO. IL PROCESSO VERSO LA LIBERALIZZAZIONE DEI MERCATI INTERNAZIONALI AVVERRÀ PER TAPPE FRUTTO DI DURE NEGOZIAZIONI. Il turismo, fenomeno trasversale, può guadagnare o perdere secondo le capacità di appeal e affidabilità dei singoli paesi. Lo scenario che si presenta, tenuto conto delle nuove tecnologie (una rete avvolge tutti ormai), non può che andare verso un grande sviluppo. 50 anni fa occorreva, in Italia, sollecitare fortemente la "voglia" di viaggiare (pochi anni dalla fine della guerra). OGGI C'È SOLO L'IMBARAZZO DELLA SCELTA!!!
[Roma, 31/01/2007]
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